Genesi del dolore

Genesi del dolore è un reportage che ha un duplice significato: terapico e sociologico.
La morte e’ un incubo atavico e osservarla, avere la possibilità di trovarsi li, tanto vicino da sentirne l’odore, diventa un modo per affrontarla, una lotta contro se stessi per accettare il fatto che morire è l’altra faccia della vita.
Oggi, nella nostra società, la morte è svilita, relegata ai margini. Tutto va veloce, bisogna stare al passo e non c’è dolore che possa fermare il progresso, lo sviluppo. L'elaborazione del lutto è ormai un concetto buono solo per i manuali di psicologia.
In Sicilia, a Palermo, la morte è un evento collettivo: tutti, parenti, amici e semplici passanti partecipano coinvolti, ognuno raccomandando la propria anima per quando sarà il momento; è un teatro, una tragedia greca e non c’è spazio che per la disperazione.
Disperazione portata con orgoglio, svelando a poco a poco un’aurea di mistero e di magia, il sacro e il profano, riti arcaici, litanie e rosari.

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